Vivienne Westwood: la storia di un’anarchia sostenibile

Con la sua personalità irriverente ed un carisma eccezionale, Vivienne Westwood è una dei designer più affermati degli ultimi vent’anni, ideatrice del movimento punk ed anticipatrice di tendenze attuali come pochi altri. La stilista inglese ha conquistato il mondo del fashion con un linguaggio trasgressivo, ma sempre consapevole. Attraverso i canoni di una bellezza anticonformista, l’immaginario di Westwood è un perenne grido di protesta: tutto il mondo deve prendere coscienza e ribellarsi al sistema!

Nel dubbio, meglio esagerare. Questa la filosofia di una creatività irriverente da sempre simbolo di una determinazione rivoluzionaria firmata Vivienne Westwood.


Fin dal suo esordio, la moda di Vivienne Westwood non è altro che uno specchio sulla sua anima, la viva espressione dei suoi ideali, manifestati attraverso la follia di uno stile destinato ad imprigionare nella materia il susseguirsi di epoche storiche ed i loro importanti cambiamenti sociali. Vivienne Westwood parla al mondo provocando, con il linguaggio di una moda completamente nuova e libera da qualsiasi forma di obbligo. Il genio arde in lei e si traduce in una trasgressione di forme e colori, espressi attraverso l’originalità di una bellezza ribelle.

 

«L’unico motivo per cui faccio moda è fare a pezzi la parola conformismo» – Vivienne Westwood.


Affiancata dallo spirito creativo di Malcolm Edwards McLaren, il suo secondo compagno di vita e lavoro, la giovane designer inizia il suo percorso accendendo il fuoco di una ribellione nella moda londinese degli anni ’70: ciò che ne risulta è un connubio perfetto tra rock’n’roll ed uno stile college/teddy boy. Nasce la visione punk, con t-shirt bucate e borchie aggressive: Vivienne vuole denunciare e cambiare e lo fa con scritte trasgressive, trucchi esagerati e passerelle scombinate.

In questo periodo nascono e bruciano rapidamente i Sex Pistols, iconico gruppo punk, ma anche il segno dell’anarchia (la ‘A’ cerchiata), entrambi figli di valide intuizioni di Malcom e della giovane stilista britannica. L’impronta stilistica ed il peso relativo negli anni a venire è incredibile: nel decennio successivo tutti hanno cercato di imitare il tratto irriverente di Vivienne. Il look stesso di David Bowie, capelli glam rock biondo platino e trucco glitterato, si ispira alla tipica mise di Vivienne Westwood nelle sue comparse pubbliche – e nella vita privata. Iconica la passerella di debutto di Naomi Campbell, che cade, non riuscendo a camminare nelle shoes esagerate scelte per il suo outfit.

Naomi Campbell nel Fashion Show di Vivienne Westwood a Parigi, 1993.


Maturando nella sua carriera, Vivienne Westwood si rende conto che il tipo di ribellione che stava promuovendo era diventata parte stessa del sistema: da outsider qual è, da qualche anno ha evoluto il suo impegno nel movimento punk, vestendo ora i panni di una paladina destinata a difendere il pianeta e i suoi abitanti, conquistando i giovani con campagne di sensibilizzazione e salvaguardia all’ambiente. Il suo nemico sono i governi, con i danni provocati dal riscaldamento globale: le sue collezioni raccontano questa storia, una storia di consapevolezza, che passa anche attraverso la lotta. E se la lotta richiede coraggio, Vivienne ha dimostrato di averne da vendere.

Il suo pensiero anticonformista è un vero e proprio mezzo di denuncia: la moda ha un forte potere comunicativo, che veicola messaggi chiari e forti, dialogando con le generazioni più giovani. E lo fa tramite collezioni sostenibili e ad impatto ambientale ridotto, in cui vengono impiegati materiali naturali e lavorati in maniera da inquinare il meno possibile, mentre nelle boutique aleggia la politica del compra meno, scegli bene e fallo durare, perché “ciò che è bene per il Pianeta è bene per l’economia. Ciò che è male per il Pianeta, è male per l’economia”.

Fight for the climate revolution!


Madre di due figli, nonna, doppiamente vittoriosa ai British Fashion Council Awards e sposata con l’eclettico Andreas Kronthaler, un suo ex studente: la forza di questa donna inglese è un fiume in piena, una voce fuori dal coro capace di distinguersi sempre, anche a distanza di anni dai suoi primi successi. In un mondo dove i vestiti sono spesso un velo sotto cui gli stilisti si nascondono, Vivienne continua a parlare attraverso le sue creazioni – e lo fa senza peli sulla lingua.

Politicians are criminals’ capeggia sugli outfit della collezione FW16: un messaggio chiaro, violento, che evita giri di parole. Allo stesso modo, le sue esortazioni a colleghi e competitors sono dure e dirette: bisogna interessarsi al pianeta, ridurre gli sprechi nei processi di produzione e valorizzare le value chain corte, laddove la distanza dei fornitori è spesso una fonte di inquinamento notevole. Punk lives! Stessa bad attitute, ma con un messaggio più maturo e determinato – e, si spera, con risultati più positivi sul mondo.