Nell’armadio di un Artista

Cosa sia un artista è quanto di più difficile da definirsi. Nella visione più semplice delle cose, l’artista è colui che fa arte. L’oggetto dell’arte può essere qualcosa di molto banale o molto complesso: sarà il processo a renderlo speciale rispetto alla natura intrinseca dei materiali o dei prodotti consumati nel creare l’opera. È proprio per via di questa indecifrabilità che la figura dell’artista, fin dai tempi antichi, è circondata da un fascino particolare, quasi mistico. Chi crea, esercita un potere primordiale, che scatena forti passioni in chi assiste, siano esse positive o negative.

 

“If you’re an artist, you’ve got to prove it.”

– Laurence Olivier

 

Moda e arte corrono parallele, condividendo processi e modalità: lo schizzo, la bozza, le composizioni di pattern – artisti e stilisti si ritrovano conterranei in una stessa dimensione di creatività. È pur vero che la moda è un prodotto, in larga parte commerciale, destinato ad una vendita più massiva: ciò non toglie che chi ne usufruisce possa provare le stesse emozioni che si vivono davanti ad un quadro d’autore. Il connubio tra queste due realtà è stato celebrato in numerose modalità; risulta perciò intrigante indagare su come due delle personalità più esplosive del mondo dell’arte abbiano integrato la moda nella loro arte e – perché no – prendere spunto dal loro estro per look efficaci e densi di personalità.

 

Jean-Michel Basquiat

 

Incostante, capriccioso, sregolato: il genio di Jean-Michel Basquiat viveva di emozioni pure e solitarie, che si esprimevano nelle pennellate violente che tagliano le sue tele policrome. Un ragazzo prodigio – spesso è questa la definizione che gli viene affibbiata – Basquiat era un artista senza fronzoli, e al tempo stesso complicato: una vita breve e intensa, caratterizzata da ogni tipo d’eccesso, pentimenti, amori, votata solamente alla sua arte rabbiosa, ma poetica e, soprattutto, sincera.

 

Un giovane Basquiat nel suo studio, specchio della New York più agitata e dinamica

 

Lo charme che emanava in ogni sua apparizione pubblica era cosa nota nella New York degli anni ’80, una città che viveva di stereotipi ed esagerazioni; eppure il giovane afroamericano sapeva sempre stupire con i suoi look trasversali, che traevano forza dirompente dallo sfruttamento degli opposti. Mix selvaggi, nuovi designer, marchi d’alta moda e capi senza brand scovati nei mercatini dell’usato o nei negozi vintage, tagliati e dipinti dall’artista stesso in un gusto tipicamente contemporaneo. Ed è così che ad un abito Dior, abbinava una t-shirt di adidas (foto sopra) o ad un cappotto Comme des Garçons, brand per cui sfilò in passerella nel 1987, accostava un denim slavato con tagli e pennellate tipicamente do-it-yourself. Scomparso troppo presto, Basquiat ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte e della moda, influenzando generazioni di artisti e stilisti con il suo mood fragile e poetico, ma al contempo così radicato nella strada e nelle leggi spietate di un mondo consumista.

 

Per un look alla Jean-Michel Basquiat, sarà necessario fluidificare il proprio stile, abbandonando i concetti di eleganza o casual. Ispirandosi al suo charme, capi con provenienze diverse, dalla sartoria alla street-influence, andranno mixati con leggiadria e nonchalance. Sotto, giacca monopetto in fantasia a quadri, Ermenegildo Zegna; t-shirt grafica slim, Dsquared2; denim chiaro con disegni e ricami diy, Diesel; stivaletto in suede, at.p.co.

 

Salvador Dalì

 

Salvador Dalì era uno dei principali artisti impegnati nella corrente surrealista, un taglio netto rispetto ai movimenti precedenti, che si concentrava sul subconscio come medium per rilasciare il potere dell’immaginazione. La sua personalità egotista lo portava a distinguersi in maniera unica, sia per la sua arte, che per la sua vita: un continuo circo che lo vedeva impegnato con l’elitè intellettuale europea ed americana, tra feste, vernissage, mostre e cinema. Dalì non era pertanto solamente un artista, quanto più un uomo di spettacolo. Il suo stile anticonvenzionale e le sue rivoluzioni, spesso irriverenti, erano una calamita di sguardi anche in ambiti più commerciali: moda, fotografia, pubblicità e red carpet – tutti volevano collaborare con Salvador.

 

Ipnotico, privo di confini, Dalì sapeva ammaliare con un solo sguardo

 

I temi più frequenti nell’opera dipinta e scultorea dell’artista sono la donna, il sesso, la religione, le guerre: forti passioni, pulsioni selvagge, nella vita e nello stile. Dalì sapeva dare spettacolo, come dimostrato durante il corso di tutta la sua carriera, mescolando sacro e profano, elegante e popolare – pur sempre mettendosi sotto ai riflettori. L’impronta di Salvador Dalì sulla moda odierna è profonda. Spesso i suoi quadri vengono presi ad ispirazione da designer che giocano con il simbolismo e le dimensioni del subconscio. Rimane indimenticabile l’astuta espressione del pittore, caratterizzata da moustache affilate e occhi magnetici, a sua volta fonte d’ispirazione per look da passerella e make-up artist di fama internazionale.

 

Per emulare il gusto unico dell’artista spagnolo, è richiesto concedersi a volumi più generosi: pantaloni con pence dal taglio baggy, risvoltati su stringate in pelle lucide – così come voleva il canone dell’eleganza maschile negli anni ’30. Un fedora ed un bastone saranno i dettagli che, pur potendo risultare barocchi, vi caratterizzeranno con un’anima artistica ed inusuale. Sotto, cappello in feltro, Daniele Alessandrini; camicia con dettagli western, Dsquared2; pantaloni eleganti da uomo con pences, Armani Exchange; stringate in pelle, Daniele Alessandrini.