MFW: dalle passerelle al White (passando per la strada)

Milano può regalare scorci di inaspettata bellezza al visitatore più curioso e nulla al mondo potrà convincerci che le altre capitali della moda riescano ad avere un appeal maggiore sui fashion-addicted che bazzicano le settimane della moda. It goes without asking, ma siete mai stati a Milano un weekend di metà giugno, dove afa e zanzare fanno a gara per infliggervi il peggior fastidio? Qualunque sia la risposta, abbiamo cercato di rendervi palese la ragione per cui la partecipazione a questa fashion week maschile sia stata leggermente inferiore rispetto agli anni passati, senza tuttavia scalfire la qualità dei lavori che hanno sfilato in passerella.

  

Un’estate piena di colori, finalmente!


Quest’anno, nomi noti e volti nuovi si sono intrecciati in una fitta programmazione che ha compresso in quattro giorni (dal 15 al 18 giugno) uno schedule molto interessante: da Etro (@etro), in chiara rinascita, che fa sfilare i suoi modelli hippy in pigiama a Sunnei (@sunnei), giovane brand che si è spinto fino alle periferie di Rubattino, riqualificando un cavalcavia che diventerà creative space del comune di Milano a tutti gli effetti. Particolare attenzione rivolta a Palm Angels (@palmangels), il brand real-life inspired che si è evoluto da semplice streetwear a sofisticated fashion, pur scegliendo la stazione della metropolitana di Porta Venezia per una sfilata urban hippie – il vero trend delle stagioni a venire.

Gli eventi off-the-catwalk hanno fatto parlare di se altrettanto: in primis, la psychedelic experience del giovane designer Domenico Formichetti (@formystudio), dove il gotha della musica giovane italiana si è presentata per prendere parte ad un rave controllato, con sonorità trap e grafiche caleidoscopiche; presso Antonioli (@antoniolieu) invece, storica location retail milanese, la presentazione in-store del libro fotografico ‘Live from f*cking everywhere’ del talentuoso fotografo Adam Katz Sinding (@aks).

Post-apocalisse o every day a Milano?


Milano non è solo moda frivola: la fashion week ha uno spirito più conscious da quando White Street Market (@wsm_white) ha aperto le porte al pubblico generale, alternando performance show a talk di settore, con focus su environmental awareness e climate change. È tempo di maturare anche per i consumatori dell’industria fashion, i campanelli di allarme suonano dovunque: inquinamento di microplastiche negli oceani, discariche straripanti, materiali nocivi all’ambiente – cosa possiamo fare di concreto per supportare il cambiamento? Questa è la domanda a cui WSM ha cercato di rispondere quest’anno.

Converse (@converse) ha chiamato a raccolta dei giovani talenti creativi per Live Performance che portassero attenzione sul tema del riciclo delle plastiche: è il caso di Red (@thenewolder) ed APJP (@apjp), i cui lavori dal vivo hanno attirato una folla di fan, e sono rimasti esposti fino al termine del White Milano 2019. Lo show è stato animato dal basket freestyle della crew DaMove (@damovecrew): spettacolo e passione assicurati! Ma White Street Market è anche (e soprattutto) moda: molti gli influencer che hanno fatto capolino tra i vari stand, in particolare quello di Vivienne Westwood (@viviennewestwood), brand storicamente impegnato nella lotta agli sprechi ed all’inquinamento, con una collezione completamente sviluppata in villaggi africani con tecniche tradizionali e sostenibili.


Never not thinking smart
  

Milano si conferma the place to be – e noi di The Style Journal non avevamo dubbi. Rimanete connessi per scoprire le nuove tendenze di questa Spring Summer terribilmente calda, ma quantomai variopinta ed allegra!