DIESEL X DAYS GONE

DIESEL fa parlare ancora una volta di sé con un connubio perfetto tra identità storica di un brand mai convenzionale e il dinamismo innovativo di una realtà puramente virtuale. Dalla finzione di un gioco alla quotidianità del mondo reale, la corsa alla sopravvivenza non è mai stata così cool.

Quando Days Gone fu presentato per la prima volta in occasione dell’E3 2016 fu chiaro fin da subito l’enorme potenziale adrenalinico che questo videogame aveva da offrire e a pochi giorni dall’uscita ufficiale su Play Station 4 il tanto atteso action survival sembra proprio non avere alcuna intenzione di deludere i suoi player.

Un’avventura ai confini di una realtà post apocalittica capace di trascinare il giocatore nelle disperate vicende di una spietata lotta alla sopravvivenza. Protagonista un Marlon Brando dei giorni nostri, che in sella alla sua motocicletta attraversa il deserto dell’Oregon desolato e selvaggio alla disperata ricerca di una propria redenzione. Ad ostacolare il cammino dell’ex fuorilegge, i Freakers (i Furiosi), zombie infetti resi folli dagli eventi avvenuti due anni prima: a seguito di una terribile pandemia globale che ha sterminato quasi l’intera umanità, uomini e donne assumono le sembianze di morti viventi dall’istinto furioso, zombie notturni sensibili alla luce e privi di mente con il solo obiettivo di distruggere tutto ciò che incrocia il loro cammino.

Nei panni di un ribelle Deacon St. John con cicatrici ben in vista e barba sempre incolta, il giocatore si immerge in una realtà totalmente nuova e vive le avvincenti dinamiche di uno spirito libero da ogni forma di limite.

Ma come spesso accade, immaginazione e realtà non sono poi così distanti tra loro, anzi, si confermano sempre più come facce della stessa medaglia: è così che la vita reale irrompe nelle vicende di un mondo virtuale annullando le distanze e rompendo quello schermo tra materialità e inventiva.

Il genio umano trae ispirazione da ciò che lo circonda e se da una parte è capace di trasformare in finzione la concretezza di una realtà fino a quel momento tangibile dall’altra lavora la sua creatività imprigionando nella materia l’essenza profonda di una semplice idea.

In un connubio perfetto tra l’identità storica di un brand mai convenzionale e il dinamismo innovativo di una realtà puramente virtuale, DIESEL lancia il suo personale omaggio a una libertà dall’animo ribelle con una capsule collection totalmente ispirata al gaming di Days Gone. Attraverso le vicende e lo stile dello spietato cacciatore di taglie, il brand Made in Italy rinnova in chiave moderna le forme delle sue collezioni con giacche borchiate e t-shirt stampate ispirate al mondo dei biker e dal comfort sempre irriverente.

DIESEL fa parlare ancora una volta di sé e dell’originalità di un denim ormai iconico: la sopravvivenza non è mai stata così cool.


Dal gioco alla realtà – Le Best Experiences in perfetto stile Days Gone

Nella vita reale può esistere uno scenario così selvaggio e ostile capace di rapire l’uomo in un viaggio in totale solitudine alla ricerca di sé stesso? Ebbene sì!

I paesaggi di Days Gone traggono ispirazione da una delle immense foreste dell’Oregon, casa del team di sviluppo Bend Studios, uno studio interno di Sony, un’ambientazione che all’apparenza del gioco si presenta simile ad un vero e proprio inferno sulla terra ma che nella realtà della vita non è altro che il cuore pulsante di uno stato della zona nordoccidentale del Pacifico ricca di fascino Made in USA.

Certo quel sapore apocalittico un po’ infetto rende il tutto più avvincente ma vivere questi posti al di là di uno schermo può valerne sicuramente la pena! Dunque, #DreamItDoIt.

 
1. Ghost Forest

Nella piccola cittadina costiera di Neskowin si trovano i resti degli alberi Sitka appartenenti ad un antico bosco riemerso fra il 1997 e il 1998 a seguito di una violenta tempesta che ha colpito le coste dell’Oregon. I venti e la pioggia hanno eroso gran parte della spiaggia, portando alla luce oltre cento tronchi d’albero scomparsi 300 anni prima a causa di uno tsunami che avrebbe coperto di sabbia la foresta soprannominata appunto per questo la Foresta Fantasma.

 

2. Cape Perpetua Scenic Area

Nello scenario maestoso di una natura dall’istinto selvaggio, la forza dei venti incontra la violenza dell’oceano con giochi cromatici e alternanze di basse e alte maree capaci di offrire ai visitatori la magia di paesaggi difficili da dimenticare. Tra gli scenari più caratteristici, le Tide Pool, vere e proprie pozze di acqua marina originate nei pressi delle rocce dove è possibile osservare le più belle forme marine che caratterizzano la zona e le Thor’s Well, o cancelli per l’inferno, spettacolari depressioni naturali che collegano la terraferma all’oceano tramite una serie di caverne sotterranee che, in presenza di onde, sputano acqua marina fino ad un’altezza di 6 metri.

 

3. Olympic National Park

Rinomato per essere uno dei parchi più selvaggi dell’Oregon con la Hoh Rain Forest, la foresta pluviale più grande dell’emisfero nord del pianeta, il Mount Olympic, le cui cime offrono il loro scenario innevato anche a luglio e un litorale di distese sabbiose da Cape Flattery, il punto più occidentale degli States continentali, a Ocean Shores.