Dalla A alla Zegna: l’abecedario dell’eleganza italiana

Poniamo il caso che l’abito faccia il monaco. Supponiamo che l’immagine, specialmente in ambito lavorativo, continui ad avere la sua importanza. Harvey Specter, il co-protagonista di Suits di cui abbiamo esaminato in dettaglio i look, condividerebbe senza dubbio questa opinione. Ovviamente l’avvocato newyorkese è un personaggio fittizio ed ormai il business casual ed il casual Friday hanno conquistato gli uffici di ogni azienda, ma se l’incipit di questo articolo fosse un fatto vero e verificato, allora sarebbe consigliabile farsi trovare suited-up in un abito di Ermenegildo Zegna, la quintessenza dell’eleganza Made in Italy.

Lo squalo Specter è sempre impeccabile nei suoi completi in lana Zegna che abbina a cravatte classiche con nodi ampi – power moves!


Ermenegildo Zegna fonda il Lanificio Zegna nel 1910 a Trivero, un paesello situato alle pendici delle Alpi, nei pressi di Biella. La visione aziendale è chiara fin da subito: i telai Zegna devono produrre i tessuti più belli al mondo. L’ambizione è quella di unire l’alta qualità del prodotto allo state of art nei processi e nel reperimento delle materie prime. In meno di vent’anni, Ermenegildo costruisce un impero del tessuto: dai quattro macchinari con cui apre l’azienda ad oltre 800 dipendenti, trattati con il massimo rispetto, nella genuina convinzione che creare un ambiente extra-lavorativo favorevole contribuisca a generare loyalty, sia nella forza lavoro, che tra i clienti dell’azienda.

Ermenegildo Zegna in una foto dell’epoca; sullo sfondo, l’azienda, partita con quattro semplici telai manuali e diventata oggi una multinazionale da oltre 1bn di fatturato.


L’espansione dell’azienda non viene inficiata dalla Seconda Guerra Mondiale: durante questo periodo di relativa stasi economica, i sarti europei, rendendosi conto della qualità superiore dei tessuti Zegna, ‘ristrutturano’ gli abiti dei gentlemen semplicemente ricucendoli inside-out, laddove il tessuto non è ancora consumato. I vestiti cuciti con i filati Zegna fasciano presidenti e capitani d’industria, come uniformi mute e dissimili tra loro, accomunate però dall’incredibile cura del dettaglio e dalla preziosità della manifattura, che supera anche quella delle migliori aziende tessili britanniche. La seconda e la terza generazione di eredi Zegna continua la legacy di Ermenegildo, focalizzandosi sulle materie prime ancora prima che sui macchinari, garantendo così una filiera pulita ed attenta all’ambiente.

Uno degli scorci più instagrammati dell’Oasi Zegna, il parco naturale istituito da Zegna, da cui vengono estratti fiori e radici utilizzati nella tintura dei filati.


Con Gildo, CEO della società, Zegna sta riscoprendo le sue origini, puntando però agli emerging markets. I negozi fisici, da sempre orgoglio del marchio biellese, diventano luoghi di cultura e condivisione, dove i clienti vengono educati al consumo consapevole: ogni abito è un investimento, potenzialmente in grado di essere passato alla generazione successiva, con i giusti ritocchi. Nasce così anche la linea Made to Measure Vintage, una piccola gemma del brand, che apre i suoi archivi storici ai clienti che possono richiedere la confezione di vestiti o cappotti con tessuti dello scorso secolo, ancora arrotolati nelle bobine originali. Famiglia e tradizione, questa la lezione più consistente che si tramanda da più di un secolo nei corridoi di Trivero.

Alessandro Sartori e Gildo Zegna: il cervello ed il braccio dell’azienda, con lo sguardo sempre rivolto al futuro.


Menzione d’onore per l’attuale direttore creativo di Zegna, Alessandro Sartori. Il designer è un esempio più che valido della lealtà e del senso di famiglia che lega i dipendenti Zegna all’azienda. Nato a Trivero, cresce tra i telai di casa e quelli del lavoro della madre; dopo gli studi presso il prestigioso Istituto Marangoni di Milano, inizia la sua carriera presso il marchio biellese. Saltuarie esperienze fuori da Zegna rafforzano le sue abilità di progettazione e la sua idea di uomo contemporaneo: l’uomo Zegna deve accettare i dualismi e la relatività del mondo in cui vive, mixando così tessuti moderni con tagli più artigianali e vestendo filati che sappiano simulare le proprietà dell’abbigliamento tecnico, pur essendo completamente naturali e sostenibili.


SHOP THE LOOK

Cappotto in lana monopetto grigio melange, con colletto classico e tre bottoni; giacca slim fit in lana con tasche a pattina, entrambi Ermenegildo Zegna.

Cardigan bicolore in lana mohair; shearling jacket con taglio minimal e pelliccia nera, entrambi Ermenegildo Zegna.